VIVERE OLTREFRONTIERA

Viaggio tra testimoni di spirito fraterno e di forza interiore: da Bose... al Sahara. Come filo-rosso i valori scalabriniani: l'empatia, la solidarietà con chi ha superato FRONTIERE, vive da MIGRANTE o da FRATELLO universale...

27 août 2009

welcome a londra

big_benIn una Londra viva, multiculturale, caotica impari subito a respirare un’aria di casa.  Ti sembrerà di ritrovarti come in un’oasi. È l’Ostello femminile Scalabrini, situato nella zona sud della metropoli, vicino e collegato in continuità con il cuore della città dal tradizionale bus rosso e dal metro.

Il senso di un’ospitalità familiare è coltivato da sempre nella tradizione di accoglienza dei Missionari scalabriniani: accoglienza semplice, curata, autonoma ed economica. Puoi respirare in una grande città il senso familiare di sentirti accolta e di essere come a casa tua in miniappartamenti condivisi o sola: una sorprendente scoperta.

È un’ospitalità che suggerisce pure l’importanza dell’incontro con un mondo differente, il mondo inglese dai mille volti diversi. Una dinamica, questa, che aiuta a crescere in apertura di spirito, di mente e di cuore e a costruire il mondo interculturale di domani.

I Missionari scalabriniani si trovano ad accompagnare in 30 Paesi le più diverse comunità migranti di italiani, portoghesi, latinoamericani, filippini… conoscono il senso e il valore di emigrare, del cambiare mondo, di imparare ad apprezzare la differenza dell’altro, di un’altra lingua, di altri ritmi di vita.

È un’avventura che oggi forse può capitare a te, anche se per breve tempo...

Allora, welcome a Londra! Sei a casa tua.

Per informazioni, vedere il sito: www.casascalabrini.it Ostello Scalabrini  174, Clapham Road Londra sw9 ola tel. 0044 (0)20 7735 8235 email: ospitalita@scalabrini.co.uk

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21 août 2009

giovani e mobilita' in europa

thumbnailGiovani e mobilita’ in Europa

Questa estate si è incontrato al Centro intercomunitario Scalabrini di Londra un gruppo di agenti pastorali provenienti dal Belgio, dalla Germania, dalla Francia e dall’Inghilterra. E stato un primo incontro coordinato da Mons. Giambattista Bettoni di Bruxelles su “Giovani e mobilità nelle grandi capitali Europee.”

L’attuale contesto sociale in Europa facilita e spesso esige la mobilità delle persone nei vari ambiti della formazione, del lavoro o del semplice svago. Ciò avviene in maniera assai più rilevante con i giovani. Le grandi città, da sempre meta dei flussi migratori, rappresentano oggi tappe indispensabili nel processo formativo delle nuove generazioni, che le scelgono come luogo privilegiato per i loro studi universitari, per l’approfondimento delle lingue straniere, per stages professionali o esperienze lavorative temporanee.

continua

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07 août 2009

quo vadis... mia bella Italia?

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mia bella Italia?

Nuvole_sulla_strada

Uno sguardo da fuori è sempre interessante, affermava un vecchio professore. A volte, infatti, esso legge meglio la situazione di chi la vive dal di dentro e vi si trova come immerso. Una città - così egli esemplificava - deve essere osservata da tre punti di vista differenti: da dentro, dall’alto, da fuori. Da fuori, allora, la nostra gente italiana all’estero da tempo si fa più interrogante, guardando la nostra patria... e pare chiedersi ultimamente: “Quo vadis... dove vai, mia bella Italia?!”

Un test interessante in ogni società è sempre la fascia di persone più deboli. È un test della qualità della sua organizzazione, dell’umanità di un vivere sociale, ma anche... della fede che vi si trova! Manifesta concretamente se si crede nel Dio della Bibbia, che da sempre protegge il povero, l’orfano, la vedova e lo straniero come le pupille dei suoi occhi. Sono questi, infatti, gli anelli più deboli e vulnerabili del tessuto sociale e rivelano lo stile di intervento del Dio del Magnificat: egli innalza gli umili, umilia i potenti.

per continuare, da "Il nostro Tempo" :

ILNTEMPO030G1Q_001  ILNTEMPO030G1K_023

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02 août 2009

il senso della memoria

 

strage

ricordare e' rivivere

 

 

Guardando piacevolmente un clown tra una piccola folla seduta sul selciato del Covent Garden – bella e animata scena di vita londinese – vi capiterà di girare l’occhio distrattamente e cadere su un triste cartello accanto a voi. Pare rivolto ai turisti e parla di morte: “Quando andate a casa parlate di noi... for your tomorrow we gave our today!” (“abbiamo dato il nostro oggi per il tuo domani!”) La scritta, infatti, ricorda i lavoratori ai mercati generali qui al Covent Garden, combattenti altrove, morti in guerra. In questo contrasto, ti sorprende il senso della memoria. “La vita dei morti sta nella memoria dei vivi” ripeteva Cicerone.


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