23 juillet 2009
chinatown (londra)
il bello non basta
“Tre sono gli angoli da cui si guarda la vita!”, mi fa serio un vecchio cinese, puntandomi davanti tre dita lunghe e magrissime. Sembrano un forcone a tridente dei contadini dello Xinjiang e lo fa per afferrare meglio il pensiero e presentarmelo. Qui, in piena Londra, sono solito, a volte, fare un salto o meglio una deviazione a China Town... È un immergermi per qualche istante in una infinita serie di boutiques di oggetti orientali, di microlaboratori di massaggio yin e yang e di ristorantini. Osservare, così, proprio qui - in una Londra sorniona e tranquilla - il clima febbrile e vivace di un Paese lontano è incantevole. Evidentemente, non manca mai qualche incontro sorprendente...
13 juillet 2009
un libro per l'estate
un
libro per l’estate
Si sa, stiamo
vivendo in una società piena di tante cose e di tante voci, ma non sempre
capace di garantire l’essenziale. Eppure è di questo solo che la persona ha
bisogno per ritrovare proporzioni e prospettive.
Non è
necessario, tuttavia, attraversare mari e continenti e andare molto lontano...
per scoprire luoghi dove l’essenziale possa mostrarsi in tutta la sua
semplicità e il suo fascino. Già un bel libro è sempre un invito a viaggiare.
Perchè in esso vivrete emozioni, incontri, sorprese ed incanti che il
quotidiano non riesce ad offrirvi. “Un vero
viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi!”(Proust)
clicca qui, per scoprire il libro per l'estate
messa dei popoli
messa dei popoli
Lunghissimi scendevano
maestosamente dalle superbe volte della basilica i tessuti dal colore dei
cinque continenti - bianco, blu, rosso, verde, giallo - gonfiati dal peso e
come portati da un vento di Pentecoste. Esaltavano, così, un enorme Cristo
ligneo sospeso a mezz’aria. L’assemblea di differenti comunità linguistiche, intanto,
ascoltava così intensamente le parole della lettera agli Efesini che sembrava quasi
le bevesse silenziosamente: “È lui che ha
eliminato il muro dell’odio, di due popoli ne ha fatto uno solo...”
La nostra Chiesa
si scopriva, così, un popolo dai mille volti. Mentre il mosaico delle comunità
immigrate presenti viveva la forza e il mistero dell’unico corpo di Cristo. “Non stranieri nè migranti… ma un’unica
famiglia di Dio” ripetevano gli striscioni alle colonne, riprendendo festosamente
san Paolo in varie lingue. Portoghesi, italiani, filippini, malgasci, uomini e
donne di lingua spagnola, francese o inglese celebravano così la loro
originalità e, al tempo stesso, la loro comunione. In fondo, la propria cultura
riconosciuta, cantata, celebrata insieme.

