26 avril 2009
visita dello Spirito santo
vite migranti da benedire...
La messa è finita. La
folta comunità della chiesa di Brixton Road, al canto finale, si separa in due
e lascia passare il nostro piccolo plotone: uomini e bambine in costumi tradizionali
rosso fuoco, bandiere dello stesso colore, orchestrina e... il missionario
benedicente. Per noi tutto comincia adesso. E sarà una battaglia campale fino a
notte: si parte per la “visita dello Spirito Santo” alle famiglie.
Così, ogni domenica da Pasqua a Pentecoste per la nostra
assemblea eucaristica di migranti si ripete questo gesto di invio in missione.
Questa, però, non è altro se non l’immensa città di tutte le razze: Londra dei
nostri giorni. Inedito impegno paolino e, al pari di quello, stressante e
confortante!
Sorpresa, meraviglia e curiosità ci attendono presso tutti i vicini di casa.
Forse, anche un po’ di quello che non manca mai nel nostro sguardo: una punta
di invidia. Gli inglesi si domandano, infatti, il perchè di questo arrivo musicale,
inaspettato e quasi danzante: meravigliosa invasione mai vista...
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20 avril 2009
conversione dello sguardo
da un
altro punto di vista...
Spesso, vivendo all’estero tra emigranti, mi viene in
mente un vecchio professore di filosofia. Ci ricordava a volte un esperimento scientifico
dal vago sapore di parabola... Un bambino è messo a capo di un tavolo, sul
quale si trova un bell’orsacchiotto, mentre, all’altro lato, una persona tiene
davanti a sè sullo stesso tavolo una mela. Questa è evidentemente nascosta da
uno schermo alla sguardo del bambino. Alla domanda che cosa vedi? il bambino dirà un orsetto. E che cosa vede l’altro,
secondo lui? lo stesso, risponderà sicuro. Cambiando posto, seduto, allora,
davanti alla mela il bambino darà come risposta di vedere naturalmente una
mela. E l’altro? Dovrebbe vedere anche lui... una mela! Sembra, infatti, che attorno all’età di due anni un bambino
creda che gli altri vedano come lui, cioè proprio quello che vede lui.
E al nostro professore concludere: “Certi adulti sono rimasti a questo stadio. Credono (e a volte, esigono!) che altri vedano come loro, quello che essi vedono, dal loro medesimo punto di vista!” Imparare, infatti, che l’altro ha un angolo di veduta differente dal nostro e che ciò merita rispetto è un bel segno di maturità raggiunta...
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12 avril 2009
buona pasqua
splendido antico mosaico di Cristo Pantocrator
alleluia, e' risorto!
questo annuncio
grandioso
come uno tsunami
nel mondo cristiano
ti dia ancora piu' speranza, coraggio e fiducia
nella vita e con gli altri.
Le forze del male,
le nostre dinamiche
di morte
sono state vinte
da lui per sempre!
02 avril 2009
dal deserto
Il leader
Dopo una giornata intera di paesaggio desertico, errando ramingo come un antico ebreo, la gioia finalmente, alla sera, di essere accolto dalla verde oasi musulmana di Ibrahim. Il deserto, però, fa emergere tutti i tuoi idoli e ti illumina sul senso vero di idolo e del suo contrario. Idolo e icona: stessa origine, stessa relazione con lo sguardo, il sacro e il bello, ma opposta dinamica. Comprendi come l’idolo concentra tutte le forze, l’attenzione, il potere: è autoreferenziale, per eccellenza. L’icona, al contrario, rinvia ad altro, a qualcosa di più grande. Non è che un raggio della luce del Divino, del Trascendente.
E, così, ti fai idolo quando vivi un protagonismo eccessivo o un attivismo esagerato, ti metti al centro dell’ammirazione, dell’attività o dell’obbedienza di altri: ansiosamente e dappertutto cerchi sempre un piedistallo...
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