25 décembre 2009
natale 2009
Una grotta. Degli animali.
Dei pastori, gente che emigra.
Degli angeli, messaggeri di una buona novella.
Giuseppe uomo di coraggio e di fede.
Maria, la donna che ha accolto il Signore e gli ha dato la vita.
Un bambino, l’Emmanuele, Dio con noi, nato migrante ...
Ricordo di una notte lontana?
Oggi milioni di uomini sono assetati di giustizia,
milioni costretti ad emigrare alla ricerca di uno spazio vitale.
Uomini che reclamano il diritto di costruire la loro storia.
Il diritto di essere uomini.
Natale è Dio che posa la sua dimora fra noi.
È oggi, è adesso. È ovunque l’uomo è amato,
ovunque il povero e lo straniero sono trattati da uomini.
Ovunque degli avversari si riconciliano o dove la giustizia
e la pace sono promosse o dove la solidarietà è realizzata.
Là è il Signore che viene.
22 décembre 2009
tempo di natale
migranti da
altre terre
La porta della chiesa degli italiani in Brixton Road è già aperta da tempo,
quando le cinque del mattino si mettono pigramente a scoccare. Ormai a pochi giorni
dal Natale vedi arrivare le prime ombre e non ti sembra vero... Affrettate o
lente, infagottate dal freddo, talmente rigido da bloccare perfino l’Eurostar in mezzo alla Manica, sembrano le
sagome dei pastori di Betlemme. Entrano nella nostra chiesetta devotamente come
fosse un santuario: è per vivere quello che da secoli si celebra nella loro
terra, la messa del parto. Un’antichissima
tradizione dell’isola di Madeira.
Così, in modo popolare, negli ultimi nove giorni prima del Natale, si accompagnano alle prime luci dell’alba i nove mesi di gravidanza di Maria. Poi, tra canti dall’antica aria di berceuse o preghiere adattate all’occasione una Madonna sorridente vi accoglie, avvolta da una grandioso e rotondo manto azzurro, che nasconde la sua santa gravidanza. Una delicatezza d’obbligo.
clicca per continuare12 décembre 2009
natale:fare posto al differente, al nuovo...
Fare
posto
Per me il Natale si riassume solo così: fare posto. Solo facendo posto dentro di noi - nella testa, nel cuore,
nella vita - si può celebrare veramente questo giorno. Sono un missionario e da
tanti anni emigrante. Insieme ai nostri emigranti che accompagno pastoralmente camminiamo
tra tanti altri di differente nazionalità, cultura o religione. Ognuno è una
storia diversa di accoglienza e di rifiuto.
Mi domando, a volte, se è possibile comprendere oggi il
Natale senza farsi in qualche modo migrante... E questa domanda si fa
gigantesca di fronte a un Dio nato in emigrazione, trasformatosi poco dopo in
rifugiato, in un fuggiasco, in uno dei perseguitati della terra. Colui a cui
tocca far posto alla paura, allo
sradicamento, al rifiuto degli altri, come un marinaio in pieno tempesta senza
punti di riferimento o di stabilità.
08 décembre 2009
imparare dall'altro
Imparare dall’altro
Bateau-cible. Una parola francese composta ha preso ormai
un senso semplice, bello e familiare per i nostri giovani. “Nave-bersaglio” potrebbe essere la traduzione. Con i giovani abbiamo
imparato a coniugare questo termine in tutti i modi possibili.
Veramente, per loro è qualcosa di più di una semplice
parola: una bella prova di intelligenza e di comunione. Così, se c’è un progetto
da lanciare, un documento da preparare,
un’iniziativa da mettere in piedi... ecco che qualcuno del gruppo ne viene
incaricato. Vi metterà ogni energia e sforzo possibile per farlo e presentarlo a
tutti. Poi, sa bene a quale destino andrà incontro: il suo lavoro sarà
investito da una vera battaglia navale!
Tutti i giovani, infatti, saranno invitati a “sparare” il
proprio parere, a manifestare il proprio punto di vista, senza paura e senza
risparmio. “Ci vorrebbe questo termine...
il testo è troppo lungo... non si può concludere così... l’iniziativa merita
un’altra presentazione!”
In fondo, il meccanismo è semplice: un progetto costruito
dalle mani di uno si fa pietra miliare per ottenere con l’apporto di tutti un bel
prodotto comunitario. Alla fine, infatti, rimangono stupefatti del miracolo. Ed
è come un monumento del medioevo, dove uomini di ogni arte, sensibilità e
competenza innalzavano un capolavoro della comunione: una cattedrale.
17 novembre 2009
remembrance day
una croce,
un amore che
muore...
“Un milione, credo, dovrebbero essere! ” mi risponde sicura una anziana signora
inglese, che, forse senza contare, ne è impressionata dal numero immenso. Sono
croci. Grandi come un palmo di mano, piccole e bianche, sono distese sul verdissimo
prato che abbraccia tutt’intorno Westminster
abbey. Sembra uno sterminato campo
di narcisi a primavera: un incanto! Anche se ognuna porta una macchia rossa in
fronte, un papavero: per gli inglesi è il simbolo del sangue dei caduti.
Tantissimi hanno deposto la loro croce, scrivendovi sopra il nome del proprio
caduto in guerra. “Anche voi avete vostro
padre?” mi fa qualcuno al vedere che anch’io ne prendo una dal chiosco accanto
con una piccola offerta. Ma per me sarà solo portarmela a casa, sulla
scrivania. Mentre, invece, qui migliaia di giovani vite spezzate su tutti i
fronti di guerra sono ricordate da questa piccola, preziosa croce.
11 novembre 2009
nelll'anno sacerdotale
Missionario... nelle mani dell'altro
Al
di là di tante Congregazioni di sacerdoti dedite a devozioni belle e
nobilissime, la nostra è animata da un carisma originale. Esso nasce
dalla passione di chi ha amato uomini, volti e storie di esseri umani
che camminano ancora oggi condotti per mano da Dio. Sono i migranti. La
loro avventura umana, in fondo, è un’originale “storia di salvezza”.
Accompagniamo, così, la vita, la fede, la cultura di comunità di
italiani all’estero, di portoghesi, di filippini o latinoamericani...
Il
nostro è pure un carisma di valori. Essi si rivelano nella società di
oggi valori attuali, vitali e indispensabili. L’accoglienza
dell'alterità. Il valore della minoranza. Il senso forte della fede per
un popolo che emigra (a qualsiasi religione appartenga). Il valorizzare
e il relativizzare, allo stesso tempo, una cultura e un’origine. La
disponibilità a lasciarsi condurre dal Dio di Abramo. La solidarietà
con chi affronta con coraggio lo sradicamento e il trapianto della
propria esistenza. Insomma, sono l’apertura di mente e di cuore,
l’universalità, la comunione.
09 novembre 2009
parole dal deserto
PAROLE DAL DESERTO
Incontri di conversione
di Renato Zilio (Paoline edizioni, Collana Fotolibri)
Il deserto insegna l’essenziale, al di là di ogni cultura, di ogni abitudine acquisita o di ogni religione. Insegna ad andare all’essenza delle realtà che l’uomo vive, al cuore stesso dell’uomo per raggiungere, finalmente, il cuore di Dio.
Il lettore è qui invitato a visitare e vivere differenti luoghi o comunità: l’isola di S. Francesco del deserto nella laguna, l’eremo di San Pier Damiani sugli Appennini, il monastero trappista Notre Dame de l’Atlas in Marocco, il deserto del Sahara, l’oasi monastica di Bose.
In questi luoghi uomini o donne più differenti sono portati dal soffio del vento del deserto; uno Spirito di amore vivo, gratuito e profondo li anima. Una sorgente nascosta e potente scaturisce in loro, una vera scoperta per chi sa incontrarli: l’amore essenziale, nudo, senza contropartita, il più grande messaggio sulla terra di un Profeta venuto dal deserto. Uomo divinamente umano e per questo creduto dai suoi discepoli come il volto stesso di Dio. Un giorno quest’essere umano e divino, spezzando del pane, ha voluto rivelare che l’amore più grande è spezzarsi, perdersi e perdere tutto. E questo rimase il suo testamento consegnato ai secoli nella notte stessa del suo martirio. Per ogni discepolo, allora, amare sarà spezzare la propria vita, come il pane, per la vita degli altri, per la vita del mondo.
Attraverso l’aspetto più caratteristico degli uomini del deserto, l’ospitalità, è possibile imparare a fare della tua esistenza una tenda, una dimora accogliente, provvisoria, grande e aperta come il mondo d’oggi, perché l’ospite che puoi incontrare viene dai confini più estremi della terra o dagli orizzonti più impensati...
«Il deserto, nella sua austera nudità, è un riferimento forte dell'esperienza religiosa e cristiana.
Il libro di padre Renato Zilio con la sua densità poetica ci fa incontrare luoghi di deserto significativi per la vita attuale della Chiesa" (dalla presentazione del Cardinale Georges COTTIER)
punti forti
- L’appello alla conversione di sguardo, di cuore e di atteggiamenti nei riguardi di altri esseri umani che provengono da terre, culture e mondi religiosi diversi. È la pedagogia paolina.
- Il valore del migrare e dei migranti come il volto umano del fenomeno attuale della globalizzazione.
Il senso dell’altro, il valore dell’alterità.
25 octobre 2009
alla fine di ottobre
Il termine di una celebrazione eucaristica, per l’assemblea cristiana, è il momento dell’invio. L’invio non è un rito di chiusura. È invece la grande apertura sul mondo, come se tutti uscissimo per la grande porta spalancata della chiesa... Il cristiano diventa, allora, un missionario. Ciò fa parte della sua stessa identità: è inviato al mondo come il Cristo, l’inviato prediletto del Padre.
Così, come il cuore di un uomo vive del doppio movimento di sistole e di diastole, dell’espandersi e del ritrovarsi, i cristiani vivono questa medesima dinamica. Movimento del riunirsi attorno al loro Signore Risorto. Movimento del disperdersi nel mondo. Un duplice incontro.
E concretamente, per ogni cristiano una duplice fedeltà. Perché proprio nel mondo dove ognuno vive si è invitati a costruire i valori evangelici appena proclamati, ascoltati e cantati insieme, in comunità.
20 octobre 2009
benvenuti... a casa vostra
Renato ZILIO, missionario scalabriniano, studi letterari all’Università di Padova, studi a Parigi in Teologia delle Religioni. Viaggio di studi in Cina e Giappone. A Chateau d'Ecoublay, animazione di un Centro interculturale giovanile nella Regione Parigina. A Ginevra, organizzazione di “Pellegrinaggi dalla città al deserto” per giovani a carattere interculturale e interreligioso al Sahara. Esperienza di studi migratori al CIEMI di Parigi. Missione a Gibuti, nel Corno d'Africa nel mondo musulmano. Attualmente al Centro intercomunitario Scalabrini di Brixton Road, a Londra. Reporter FLIP.
per contattarmi: zilio2005@hotmail.com
tramonto sulla laguna veneta da S.Francesco del Deserto
Pubblicazioni nel 2009:
"Lettere da Gibuti. Comunita' cristiane nel mondo musulmano"
Ed. Messaggero Padova, cfr. Lettere_da_Gibuti
"Parole dal deserto. Incontri di conversione"
pref. Cardinale Georges COTTIER Ed. Paoline Milano
links:
http://perfettaletizia.blogspot.com/
http://www.cnos.org/index.php?option=com_content&view=article&id=47&Itemid=56
intervista da Note Pastorale Giovanile
12 octobre 2009
originale pellegrinaggio inglese
originale pellegrinaggio inglese
Anche quest’anno, d’autunno, il Circolo veneto ha levato le ancore. Imbarcatosi nell’abituale coach, toccava al capitano - una donna energica ed efficiente di nome Sandra - indicarne la rotta: il Kent e il Sussex. Ogni anno, infatti, ci si dirige per tre giorni alla scoperta di un pezzo di questa terra originale in mezzo al mare, che 50 anni fa ha accolto i nostri emigranti, l’Inghilterra.
Splendida idea, anzi una best practice esemplare per altri, inventata da Bepi Giacon, che qui ricordano tutti come un valoroso comandante della comunità. Mettere insieme, cosí, differenti ingredienti come la curiosità, il dinamismo, l’apertura di mente e lo spirito di famiglia è sempre un miracolo di questa strana razza all’estero, i veneti.

















